venerdì 8 aprile 2016

Clusterizzazione? Ma parla come mangi!


Non sono certo di quelli che, in stile "perfida Albione", vogliono mantenere la purezza dell'italica lingua contro volgari contaminazioni anglofone.
Ma c'è un limite a tutto.

Capisco che "computer" faccia ormai parte da lustri delle centinaia (se non migliaia) di lessemi di origine inglese di corrente uso nella lingua italiana, riconosciuto anche dall'Accademia della Crusca. E poi sarebbe assurdo trovare a tutti i costi una parola sostitutiva. E noi non siamo certo come i nostri cugini d'Oltralpe, orgogliosi di nominare la macchina della grande rivoluzione mediatica e tecnologica "elaborateur".
Ma, accidenti, c'è un limite a tutto.

venerdì 20 dicembre 2013

Cretini.




La mamma dei cretini è sempre incinta. E' quello che viene da pensare nel vedere la web tax, l'ultimo capolavoro di quella massa di incompetenti che, ahimè, tutti noi abbiamo eletto e che siedono sulle poltrone di questo governo.
Qui, è possibile conoscere gli aspetti più importanti di questo ennesimo delirio, di questa autentica opera d'arte astratta, anzi virtuale come il web, che fa di questo articolo di legge, inserito nel capolavoro più grande che si chiama legge di stabilità, un esempio di inapplicabilità. Che va ad aggiungersi ai deliri sull'IMU, che fino all'ultimo nanosecondo non si sapeva come calcolarla, pagarla, con tutte le conseguenze sanzionatorie del caso.
Inapplicabile perché non esiste un internet italiano, tedesco, canadese o turcomanno: la rete è la rete e obbligare a chiedere servizi di pubblicità online solo ad aziende con la partita IVA, ossia la posizione fiscale aperta in Italia, farsi fatturare servizi "visti" in Italia e non quelli "visti" in Uganda, creerà dei casini inenarrabili.
Non solo, la palese violazione della libertà d'impresa e delle norme comunitarie, farà scattare sanzioni da parte dell'U.E.. Quindi, una cretineria che pagheremo tutti noi, cittadini contribuenti.

Se non altro questa infrazione non è grave come quella avvenuta a Lampedusa, nel centro di prima accoglienza dove italianissimi dipendenti di uno Stato del tutto europeo ed europeista, per eseguire un trattamento contro la scabbia, somministravano docce gelate ai migranti, tutti rigorosamente nudi e al freddo, in pieno stile Auschwitz. Qui però non si tratta di asineria, ma di razzismo nazista. Altra procedura d'infrazione che pagheremo: quando il nazismo nostrano costa oltretutto un bel po' di soldi a tutti.

Nel caso della web tax, va fatta un'osservazione di fondo: non sanno più come prendere i soldi. Ma quando si è cretini e hai un recupero crediti alla porta (l'U.E. con il fiscal compact, il pareggio di bilancio, ecc.), ti vendi il letto, la cucina. E dopo come dormirai, cosa mangerai?
Il buon senso dice che prima dai da mangiare alla tua famiglia, usando questa metafora per parlare di cittadini.
Ma con i cretini c'è poco da fare: fanno più danni dei furbi e sono facilmente manovrabili da forze che dell'economia reale nostrana interessa poco o nulla.
E' quello che sta accadendo nel nostro belpaese. Anche la Confindustria, per voce di Squinzi, si sta arrabbiando. Cosa vuoi che sia un ennesimo articolo di legge cretino sul business del terzo millennio, l'e-commerce, di fronte alla deindustrializzazione forzata che ci fanno subire?

Prima questi signori se ne andranno a casa, ma tutti però, e meglio sarà per tutti noi. Mandiamoglielo a dire con un'e-mail di posta certificata. Ma stiamo attenti che la fattura sia di un provider con partita IVA in Italia.
Cretini.

mercoledì 27 novembre 2013

Sorce & Vannini on air.



E' on air l'ultima campagna pubblicitaria Sorce & Vannini, con quattro uscite in seconda locale su Il Resto del Carlino, uno spot in tre versioni da 60, 20 e 10 secondi (guarda qui) su ètv e un radiocomunicato su Radio Bruno e Punto Radio.
Creatività, regia e produzione sia video, che radio, che stampa firmate da Nico Maccentelli.

La case history: il cliente aveva la necessità di rafforzare la propria leadership sulla provincia di Bologna nell'ambito delle automazioni per apertura, dei dispositivi e degli infissi di sicurezza.
Sfruttando la notorietà di marca conseguita in oltre 30 anni di presenza sul territorio bolognese, Sorce & Vannini punta sull'assistenza, punto debole di una piccola concorrenza spesso improvvisata nella manutenzione.
Su claim forti come "la casa dell'assistenza" e "la tua assistenza", si è puntato a evidenziare i punti di forza della Sorce & Vannini, la risposta rapida, l'intervento in giornata anche al sabato, ad agosto e quando piove.

Se hai un'azienda e vuoi affrontare il mercato con una comunicazione adeguata e finalizzata ai tuoi obiettivi specifici, basta contattarmi.

sabato 16 novembre 2013

Un'idea per il Natale? LASER GAME, un mio romanzo noir.




















Si avvicina il Natale e come regalo vi propongo il mio romanzo noir Laser Game, che trovate in vendita qui, a 12 Euro. In questo link potrete anche leggere l'incipit e un bugiardino che non ha bisogno di essere tanto bugiardo, perché il romanzo è pieno di situazioni esilaranti e colpi di scena a raffica.
Come regalo
Laser Game è un'idea originale, perché difficilmente lo troverete in giro, visto che viene venduto solo su Kataweb.

Io, ovviamente, non mi arricchirò, ma avrò il piacere di sapere che qualche amic* e amic* di amic* se l'è letto.
E poi, accetto e gradisco commenti, critiche, suggerimenti, anche insulti. Ma quest'ultima eventualità la ritengo remota perché sono convinto che vi divertirete.
Intanto, vi invito a guardare il trailer qui. Un autentico e delizioso delirio.


Bonolis ti voglio barlare, mentre dibingi l'aldare...




Ovvero: l'arroganza dell'ombelico del mondo.
La satira non mi ha mai scandalizzato. E' il sale della vita, un modo per criticare ridendo, mettere a nudo noi stessi, le storture del mondo, i potenti, i vip, persino la gente comune.

Ma quello che è accaduto a Canale 5, nel programma di Bonolis, non ha nulla a che vedere né con la satira, né con le macchiette cabarettistiche di cui noi italiani vantiamo nobili tradizioni.

In buona sostanza Bonolis si è esibito nella caricatura di un domestico filippino con straccio per le pulizie sul petto e tanto di inno nazionale di quel paese. Già di per sé questa performance sarebbe un insulto per qualsiasi popolo. Diviene anche espressione di imbecillità nel suo essere del tutto inopportuna a pochi giorni dal tifone che ha devastato le Filippine con migliaia di morti soprattutto tra quelle popolazioni più diseredate. Poveri di cui molti di loro fanno debiti e spendono migliaia di euro per venire in Italia, per prendere proprio uno straccio e una scopa e farsi sfruttare come bestie da padroni di casa che hanno lo stesso tenore di vita del Bonolis.

Bene ha fatto la comunità filippina in Italia a protestare e a chiedere le scuse di Mediaset.
Ma al di la del palese atto di imbecille insensibilità di stampo inequivocabilmente razzista, occorre sottolineare la logica che anima i media e gran parte della cultura italiana: quella di sentirsi ombelico del mondo. Salvo poi indignarsi per ogni attacco all'italica nazione.
A proposito: come avrebbero reagito i nostri mezzi busti, gli anchor men, i politici vari, se in un programma tedesco o canadese avessero raffigurato un italiano con coppola e lupara, un bel mafioso con tanto di "Fratelli d'Italia" di sottofondo?

Ma dai, facciamoci del male per fare audience e, soprattutto facciamolo agli altri: con lo stesso criterio, infatti, si potrebbe parodiare un samurai con fotocamera e denti incisivi allungati (stile: Sakura di Tomas Milian) al prossimo tsunami sulle coste nipponiche, oppure fare il verso con "voge da bovero negro" a un africano mettendogli un osso nel naso, una sveglia al collo, di fianco a un pentolone, al prossimo massacro sudanese o come avvenuto tra tutsi e hutu.

Che bello!

domenica 27 ottobre 2013

Il Museo visto dai bambini.


C'è un nuovo modo di far vivere un museo. Soprattutto alle nuove generazioni. E' l'attività che svolgono da anni i gestori del Museo lavoro povero e della civiltà contadina Mazzocchi e Bertolotti di Livraga, una cattiadina a pochi chilometri da Lodi.
Le scolaresche in visita vengono coinvolte in un tour a dir poco emotivo. La visita guidata non è una semplice descrizione delle migliaia di oggetti, ma un'interazione continua tra bambini e mondo contadino, che possono giocare, mangiare, sentire vivo un mondo che è passato, ma pura fa parte delle nostre origini.

Ma non è finita qui. I bambini poi realizzano a scuola disegni e temi, lavori individuali e collettivi sull'esperienza al museo: cosa gli ha colpiti di più. Il risultato è ricco di materiale da far impallidire ogni pedagogista e psicologo dell'infanzia.
In sette anni il Museo di Livraga ha accumulato centinaia e centinaia di lavori dei bambini. Perché non farne un libro?
E qui sono entrato in ballo io.

La proposta mi è piaciuta subito, ma la fatica è stata tanta! Ho digitalizzato tutti gli elaborati e operato una selezione dei medesimi. Infine ho curato questa antologia, cercando di puntare sulla fantasia dei piccoli artisti, con allegria e una punta spesso inevitabile di leggera ironia.



Lo scopo primario condiviso con il presidente del Museo, Giovanni Dalla Valentina, è stato quello di far emergere l'originalità del lavoro svolto dall'Associazione Amici del Museo, nel coinvolgere i bambini, rendendo vive le pratiche e le abitudini, le tradizioni e i costumi della civiltà contadina lodigiana.
Il Museo, è per questo disponibile a scambi di esperienze con altre realtà museali della cultura contadina. L'opera è stata creata anche per questo.

Per quel che riguarda la mia esperienza di operatore della comunicazione, devo dire che questo lavoro mi ha dato molto sul piano della ricerca e dell'espressione delle mie competenze sul piano iconografico, e documentaristico. Ho dovuto creare un nuovo approccio narrativo breve ed agile, composto di commenti, frecciate, in un testo praticamente didascalico. E' stato, direi, divertente!



La presentazione dell'opera è avvenuta presso la sede del Museo, il 22 settembre. Se faremo una presentazione anche a Bologna, ovviamente avverto chi è interessato.




mercoledì 18 luglio 2012

Copywriter un tanto al chilo.

Ci siamo arrivati. E' la nuova frontiera del lavoro cognitivo ad autosfruttamento. Basta andare qui e trovate un copy online tutto per voi, a prezzi stracciati. Alcuni esempi? Il testo di un video aziendale  a 269 Euro (e se il video ha una durata di mezz'ora, con parlato continuo?), un claim con bodycopy a 59 Euro (e se la brochure prevede delle subhead ripartite in un quattro ante, con relative body?) e, incredibile... udite, udite: il naming di un prodotto, di un servizio e persino dell'azienda! nessuna distinzione, 250 euri secchi e passa la paura.
Ovviamente, pensare che questo tipo di servizio online, non sia uno specchio per allodole, con il puro intento poi di vendere una creatività inevitabilmente tailor made, saebbe pura ingenuità.
C'è da dire però, che siccome un copywriting senza una grafica è come un gabbiano senza ali, qualche studio di comunicazione privo di idee accattivanti, non esiterà a fare un vestito su misura alla frase e al testo pagati cash con carta VISA. Con buona pace per l'esercito dei freelancer, oggi sempre più a part time casalingo, tra un lavoro ai tavoli di un bar e un call center per new buisiness da polli d'allevamento. Aia... il precariato fa male. Soprattutto alla professionalità.